derrida
La parola è una parabola: viene messa a fianco o in parallelo alla realtà.
La parola è sempre metaforica perché è metafora dell’essere.
Solo metafora senza coincidenza perché nessuna parola potrà mai coincidere con il suo oggetto, così come nessun amore coinciderà mai con l’amato.
Nomino gli oggetti; dei segni li rappresentano. La parola è destinata a farsi traccia, a diventare scrittura, a segnare una differenza tra essere e non essere, assenza e presenza. Forse il segno non è differente da ciò da cui prende il posto? Tra la parola e l’essere c’è sempre una differenza, l’essere lascia tracce da cui diparte la molteplicità delle letture e dell’interpretazione. Ed il testo è presenza differita: io non sono presente, voi leggete queste mie righe ed io non ci sono. La parola parlata, invece, è presenza. Nel discorso parlato l’anima ha presente immediatamente la verità.