Fine Oppure transito
Fine. Oppure transito.
Come ipotizza Socrate, lieto che gli sia offerta la possibilità di transitare ad un altrove dove potrà frequentare Orfeo e Museo, Esiodo e Omero, e confrontarsi con altri condannati per sentenze ingiuste come Palamenede o Aiace.
Questa - vetta ineffabile della felicità - si prospetta a chi non vede nella morte un termine assoluto, il sopravvento del non essere sull’essere, ma solo una trasformazione, anzi un vantaggio, come dice ancora Socrate, o un luogo di rifugio e liberazione sempre accogliente.
E’ giunta l’ora di andare. Ciascuno
di noi va per la propria strada:
io a morire, voi a vivere.
Che cosa sia meglio, Iddio solo lo sa.