Gaudium et Voluptas
Si tende a confondere il godimento, la gioia, quello che Agostino chiamava gaudium, con la voluptas, cioè con il piacere e non si vede che il piacere è puntuale, che il piacere è sempre destinato a finire e soltanto il gaudium può durare. Ed ovviamente può durare a certe condizioni. Quel che succede è, invece, che si spreme dall’istante quel che l’istante può dare, come si spreme un’arancia o un limone, e poi si getta quello che resta. Si confonde il desiderio di infinito con l’inseguire una somma indefinita di desideri particolari.