I limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo
Ogni cosa pensata è prima di tutto un segno linguistico, vale a dire che ogni cosa pensata non può essere pensata se non attraverso il linguaggio (ogni pensiero è espresso prima in parole, anche solo nella mente - il pensare, infatti, è una specie di linguaggio). Ne risulta un’analogia a livello di struttura tra parola-pensiero-mondo: sono contigui, essere nell’uno equivale ad essere nell’altro - i limiti del mio linguaggio costituiscono i limiti del mio mondo - .[1]
[1] Citato Wittegenstein in Tractatus