Il sonnifero Zombie

C’è un’ampia letteratura filosofica dedicata agli zombie: creature immaginarie che si comportano a tutti gli effetti come delle persone pur essendo prive della luce della coscienza. La nostra ditta s’è appropriata dell’idea ed ha investito miliardi per brevettare il sonnifero Zombie. La coscienza, vede, è un fenomeno molto, molto labile, una schiuma sopra le profondità oceaniche della mente. Se lei toglie la schiuma, le onde non cambiano. La mente continua a funzionare anche senza coscienza! In fondo il cervello è una macchina che elabora informazioni: dato che ho gli occhi aperti, il mio cervello continua a registrare informazioni, a elaborarle, e a controllare le mie azioni. La sola differenza è che da nessuna parte nella mia mente viene proiettato il film della coscienza, che in realtà è un lusso, un capriccio estetico: come dicevo, una spuma leggera sulla superficie di un oceano profondissimo ed insondabile.[1]  Ma, allora, a che cosa serve veramente la coscienza? Come e perché qualche volta si accende la luce e abbiamo l’esperienza del fluire dei nostri stati cognitivi?

 

[1] Citati Casati e Varzi