L'asino di Buridano
L’asino di Buridano
intra due beni, distanti e moventi
d’un modo, prima si morria di fame
.. piuttosto morirebbe di fame più che orientarsi a mangiar l’una o l’altra delle due eguali profende d’avena.
Allora si distingue la non libertà, cioè l’essere assoggettato agli istinti dell’animale, che muore perché non è attratto più dall’uno che dall’altro mucchio di paglia, e la si distingue dall’uomo il quale, con la riflessione, riuscirebbe, per dir così, a prescindere dalla attrazione dei motivi e a dare una spinta alla realtà aggiuntiva che gli consente di orientarsi, diciamo, in una direzione piuttosto che nell’altra. Anche quando le motivazioni sono ignote a chi sceglie.
Questo sarebbe il libero arbitrio, quella che noi chiamiamo libertà - anche se filosoficamente forse i concetti sono diversi, ma insomma, grosso modo, ci intendiamo - cioè quel più che l’uomo inserisce nella sua azione e che non è dato dall’attrazione o dalla determinazione che le circostanze esterne gli propongono e lo attraggono o respingono, secondo quello che sia.