La vita è un processo
La vita è un processo perenne di creazione e distruzione delle cose, è movimento, è divenire. Tutto l’essere proviene dal nulla e vi ritorna. Il pericolo originario e essenziale è esser preda del nulla: pensare che le cose escono dal nulla e vi ritornano è pensare che le cose sono nulla, ossia che l’essere è il nulla. I Greci scatenano il pericolo originario ed essenziale. Ma proprio per questo devono andare alla ricerca della forma più radicale di rimedio che essi intravedono nella filosofia, intesa come sapere che intende essere incontrovertibile e che mostra il vero. Ordinamento del mondo in cui si inscrivono il divenire e il dolore. Quando poi il Cristianesimo dice che la fede salva, non fa che applicare alla fede ciò che la filosofia aveva pensato di sé fin dall’inizio. Perché la verità dell’essere è che al di sopra dell’essere diveniente esiste l’Essere immutabile e divino da cui l’essenza di tutte le cose del mondo proviene e in cui essa ritorna. Solo l’inessenziale rimane preda del nulla. Ma questa prima grande forma di rimedio, l’Apparato filosofico-epistemico-teologico, dopo aver guidato e sorretto l’Occidente per più di duemila anni, si è da tempo incamminato verso il tramonto. O è già tramontato. Dio è morto, dice Nietzsche. Nondimeno oggi l’apparato filosofico-epistemico-teologico è sostituito dall’Apparato scientifico-tecnologico.[1]
[1] Citato Severino in La follia dell’angelo