Le scarpe di Heidegger
Si prenda, dice Heidegger, un paio di scarpe. Ognuno le conosce. Per facilitarne la visione, prendiamo un noto quadro di Van Gogh. Che cosa ci vediamo? Scarpe, con la suola di cuoio, ed il fodero di pelle, tenute insieme da cuciture e chiodi. Le scarpe servono a coprire e proteggere i piedi; forma e materiale cambieranno quindi se i piedi dovranno danzare su un tappeto o camminare sulle zolle appena arate. Ma che cosa sono le scarpe? Quelle di Van Gogh sono, improvvisa liberamente Heidegger, le scarpe che una contadina calza quando va nei campi, le scarpe raccontano la vita della contadina, il suo lavoro, la sua vita. E tuttavia nel momento in cui vengono dipinte perdono materialità e consistenza e riferimento alla vita reale: quando e dove e da chi siano state calzate non lo sapremo mai e comunque non importa.
La rappresentazione artistica ci fa capire che cosa sono le scarpe in verità.
Ci rivela l’essenza dell’essere perché nell’opera d’arte si palesa la verità dell’essenza. Non la bellezza. La verità.