O notte! Ho già preso cocaina

O notte! Ho già preso cocaina e la scissione del sangue è in corso, io devo, devo traboccare ancora, ancora una volta fiorire prima di dissolvermi.

Papille tattili, orlo di cellule rosse, un andare e venire con odori, lacerata da nubifragi di parole - : troppo in fondo al cervello, troppo esile nel sogno.

Le pietre volano contro la terra, dietro minime ombre muove il pesce:

subdolo, traverso il diventume delle cose, barcolla lo scompigliato cranio.

Oh taci! Sento una piccola scossa:

mi riempio di stelle – non è uno scherzo - :

io, visione: me, dio solitario,

un gran radunarsi attorno ad un tuono.[1]

 

[1] Benn