Ragazza non lo era più
Mentre partiva le pareva di essere una ragazza, ma tosto s’accorse che ragazza non era più: lo capiva da un senso di vergogna e di interiore resistenza che si manifestava ogni volta cercava di reagire a quel senso di liberazione e felicità che le venivano da un gesto, una voce puerili .. No! Ciò che una volta sarebbe stato ovvio senso di liberazione, un grido di giubilo agli uccelli sull’albero, una canzone di marcia ad alta voce, un passo di danza ritmico e leggero, tutto ciò era fuori posto, sarebbe riuscito legnoso e finto, sciocco e puerile. Sentiva di essere una donna, giovane di sentimenti e di energia, non più libera ma desta, legata ed obbligata .. da che cosa? Da una carica? Da un ruolo? No, dall’Ordine stesso, dalla gerarchia nella quale in quell’improvvisa riflessione si sentiva incomprensibilmente inserita, dalla responsabilità, dal trovarsi in mezzo ad un mondo superiore che fa sembrare vecchi certi giovani e giovani taluni vecchi, che ti tiene stretto, ti sorregge e ti priva della libertà come il palo al quale si lega l’alberello, che ti porta via l’innocenza.