Senza meta
Senza meta mi muovevo fra i campielli percorsi da gente deserta dove i labirinti servono per fare esperimenti sulla specie umana, sul sentimento umano. Dentro la calle mi muovevo con poca sicurezza. Il mio istinto sentiva una sensazione dolorosa inspiegabile. .. Ne avevo fatte di diagnosi ma nessuno poteva dirmi che questo non era amore. Quella donna - dove nel suo mare mi bagnavo - dove sentivo la coscienza di poter nascere un’altra volta - mi faceva sentire che potevo essere curato dalla follia della sifilide che stava in me.[1]
[1] Citato Marziano Molo in Sexofono