Viva la vita
Di conseguenza, le cose si rovesciano: dato che l’altro soffre senza di me, perché io dovrei soffrire al suo posto? La sua infelicità lo porta lontano da me, se egli soffre senza che io ne sia la causa, vuol dire che io per lui non conto, la sua sofferenza mi annulla nella misura in cui lo pone fuori della mia portata e io finirei per sfiancarmi cercando di corrergli dietro, senza poter mai sperare di raggiungerlo, di entrare in coincidenza con lui. Dunque, stacchiamoci un po’, impariamo a tenerci ad una certa distanza. Riecheggi la parola repressa che affiora alle labbra di ogni soggetto, quando esso sopravvive alla morte altrui: Viva la vita!