Il crudele quinto procuratore della Giudea
Il crudele quinto procuratore della Giudea[1], il cavaliere Ponzio Pilato, da circa duemila anni siede su questo scranno di pietra e dorme; ma quando c’è la luna piena, come vedi, soffre d’insonnia. L’insonnia non tormenta soltanto lui, ma anche il suo fedele guardiano, il cane. Se è vero che la viltà è il peccato più grave, forse il cane non è colpevole. L’unica cosa di cui ha paura è il temporale. Ma chi ama deve condividere la sorte dell’amato. Dice sempre la stessa cosa, che con la luna per lui non c’è pace e che il suo è un brutto incarico. Dice sempre questo quando non dorme, e quando dorme vede sempre la stessa cosa, un sentiero illuminato dalla luna e vuole andare lungo questo sentiero e chiacchierare con l’Arrestato poiché, racconta, non gli disse tutto allora, tanto tempo fa .. allora ai suoi discorsi sulla luna spesso aggiunge che più di tutto al mondo odia la sua eternità e la sua grandissima fama. Ed afferma che scambierebbe volentieri il suo destino con quello straccione vagabondo ..
[1] Citato Bulgakov in Il maestro e Margherita