Io sono uno zombie
Io sono uno zombie[1]. Ma non preoccupatevi, non ve ne accorgerete; non me ne accorgo neanche io. E poi, perché preoccuparsi? Avendo scoperto di essere uno zombie, ho tutte le ragioni per pensare che lo siate anche voi. Se non mi preoccupo io, anche voi potete stare tranquilli. Naturalmente non sono proprio come gli zombie del cinema perché loro, zombie, lo sono sempre. Io, invece, lo sono ad intermittenza. Chiunque si sia trovato a fissare allibito l’interno del frigorifero chiedendosi come al risveglio di un sogno: Che cosa stavo cercando? comprende perché gli essere umani siano zombie momentanei.
Eppure, quando ci riesce particolarmente bene una volèe di rovescio, così bene che è come se l’avesse fatta qualcuno che si è impossessato per un breve momento del nostro corpo, avvertiamo che qualcosa di possente si fa strada dentro di noi. Come all’approssimarsi di un orgasmo.
[1] Citato Casati nel Domenicale del Sole24ore, 21 gennaio 2007