Eppure non si era attesa quell’apparizione

Eppure non si era attesa quell’apparizione; lui le giunse insperato, senza lasciarle il tempo di atteggiare il volto a calma e dignità. Gioia, sorpresa, meraviglia le si dipinsero certo chiaramente, quando il suo sguardo s’incontrò con quello di colui che tanto le mancava – e in quell’attimo avvenne che lui sorridesse, sorridesse a lei in modo eloquente, familiare, carezzevole, aperto, con labbra che si dischiusero, dapprima lente, nel sorriso. Era il sorriso di Narciso che si piega sullo specchio dell’acqua, il sorriso lungo, profondo, ammaliato, col quale tende le braccia al riflesso della sua bellezza – un sorriso, civettuolo, curioso, un po’ dolente, incantato e incantatore. Lucia aveva raccolto quel sorriso, si affrettò via con esso come un dono fatale. Era così turbata che dovette fuggire le luci del campo e, a rapidi passi, cercò il buio della calle vicina. Proteste stranamente indignate e soavi: Non devi sorridere così! Ascolta, a nessuno si deve sorridere così! si gettò su di una panchina; fuori di sé, aspirò il notturno profumo di Venezia.[1]

[1] Citato Mann in Morte a Venezia