I grandi, i veri creatori

I grandi, i veri creatori, non possono essere se non quelli che sono riusciti, in qualsiasi arte, a rivelare qualcosa. L’arte è, infatti, un mezzo di conoscenza e di rivelazione. L’arte non si rivolge esclusivamente alla sfera sentimentale del piacere ma innanzitutto all’intelletto: l’arte è uno strumento di conoscenza e il giudizio artistico non viene espresso dal gusto ma dall’intelletto. L’arte è un linguaggio al servizio della conoscenza e tale identità la pone su di un piano paritetico con le scienze positive. Si tratta pertanto di differenziarne il contributo in termini di conoscenza del mondo oggettualmente configurato di fronte al soggetto: mentre il pensiero teoretico è produzione di concetti, elaborazione della coscienza discorsiva, l’arte è sviluppo di rappresentazioni, affinamento della coscienza intuitiva. L’arte vera si contraddistingue per la sua capacità di offrire una scintilla della rivelazione non già della propria “essenza”, ma della vita.  La vita di tutto quel che esiste è sempre confusa, e restia a rendersi visibile. Se anche quella umana non lo fosse, l’arte, senza dubbio, non esisterebbe, né, prima di lei, il pensiero. Arte e pensiero hanno in comune, per cominciare, il fatto di essere azioni che mettono in salvo qualcosa di visibile, di contemplabile, della vita. Possiamo affermare, secondo la formula di Paul Klee, che “l’arte non riproduce il visibile, lo rende visibile”.