Il mio esistere è sin dall'inizio un co esistere
Non ricordo nulla della vita intrauterina, perché allora non ero al mondo e non c’era un mondo da percepire. Nel mondo in cui sono stato poi gettato è la presenza degli altri uomini e di ogni altro ente, semplicemente presente, il punto di partenza della consapevolezza del mio esserci: il mio esistere è nel mondo un co-esistere e tendo a comprendere il mio essere in base agli enti con cui mi rapporto costantemente (e forse in tal modo mi rimane nascosto il mio specifico modo di essere). E’ vero, sono io a valorizzare la situazione, a darle senso ma a condizione che la situazione mi offra un ventaglio di significati, i cui sensi sono depositati dalle altre esistenze: leggo, vedo, giudico di letteratura e di arte come si vede e si giudica. Mi ritiro anche dalla gran massa come ci si ritira, trovo rivoltante ciò che si trova rivoltante. Il Si, che non è alcun essere determinato, bensì tutti (ma non come somma), prescrive il modo di essere nella quotidianità.