Teoria del bloom
Angeli senz’anima, creature che hanno perduto il loro creatore, media senza messaggio, noi camminiamo sugli abissi. Il nostro viaggio, che avrebbe potuto benissimo interrompersi ieri o anni fa, non ha alcuna ragione in sé e ignora qualsiasi necessità eccetto quella della propria contingenza. E’ un errare che ci sballotta dallo stesso allo stesso sui sentieri dell’Identico: dovunque ci dirigiamo, portiamo in noi il deserto di cui siamo gli eremiti. E se a volte siamo assolutamente convinti di essere “l’universo intero”, come Agrippa di Nettesheim [1], o più ingenuamente “tutte le cose, tutti gli uomini e tutti gli animali”, come Cravan [2], è perché vediamo nel tutto quel Nulla che siamo così compiutamente. Ma quel Nulla è l’assolutamente reale dinnanzi a cui tutto ciò che esiste si risolve in un fantasma.
[1] Heinrich Cornelius Agrippa di Nettesheim è stato un alchimista, astrologo, esoterista e filosofo tedesco – 1486/1535
[2] Arthur Cravan è stato un poeta e pugile inglese di origine svizzera personaggio sopra le righe e un idolo dei movimenti Dadaista e Surrealista – 1887/1918